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È stato un Giro a sorpresa!

Dalla sorpresa della rinascita di Nibali all’esplosione di Chaves e Kruijswijk fino alla grande novità di Jungels. Tra le note negative Hesjedal, Pozzovivo e Formolo

Di sorprese ce ne sono state tante durante il Giro d’Italia conclusosi domenica a Torino. La più grande è stata frutto del genio di Vincenzo Nibali, perché nessuno martedì dopo l’arrivo di Andalo si sarebbe potuto attendere il ribaltone del Giro d’Italia numero 99; invece, il siciliano dell’Astana grazie alla sua condizione in crescendo e grazie all’aiuto di una squadra straordinaria è riuscito, come detto più volte, a rendere possibile l’impossibile. Il messinese, perciò, con le sue due imprese il terzultimo giorno a Risoul e il penultimo a Sant’Anna di Vinadio ha fatto balzare sulla sedia tutti gli addetti ai lavori, portando a termine un compito che era divenuto particolarmente complesso. Ma a parte questa sorpresa rappresentata dal finale monumentale ed inimitabile di Nibali, altri personaggi della corsa rosa hanno sorpreso positivamente e negativamente. Rientra nella prima categoria assolutamente il lussemburghese Bob Jungels, a nostro parere la più grande sorpresa dell’edizione numero 99 del Giro d’Italia; infatti, aveva strappato più di un sorriso quando ad Apeldoorn dichiarò di puntare alla maglia bianca del miglior giovane. E invece, Jungels ha trasformato i sorrisi sarcastici ed ironici della vigilia in applausi a scena aperta, perché ha dimostrato di essere un talento ancora tutto da scoprire; difatti, il lussemburghese ha vestito la maglia rosa, grazie al gentile aiuto di uno splendido Gianluca Brambilla, e durante la frazione di Asolo da leader della gara ha addirittura attaccato con una condotta estremamente emozionante e spettacolare.

 

Una volta di più, GRAZIE Vincenzo

Torino è stata raggiunta: Nibali in rosa per il suo secondo trionfo al Giro, sul podio Chaves con il suo sorriso e Valverde con la sua classe. Applausi per Kruijswijk

https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/v/t1.0-9/13260090_10153744730783247_4593320303527881409_n.jpg?oh=1560951e898945bafaaee5c078acea1b&oe=57E0FF39Il Giro d’Italia è finito. La Mole Antonelliana ha salutato gli eroi della corsa rosa. Torino ha ospitato il rompete le righe. Sono stati 21 giorni lunghi, intensi, entusiasmanti. L’acme narrativo è stato posto, come vuole la tradizione, sulla conclusione, sulle ultime tappe, sugli ultimi chilometri di questa 99esima edizione. La classifica generale è stata ribaltata tra venerdì e sabato, tra gli epiloghi di Risoul e di Sant’Anna di Vinadio. Il ribaltone conclusivo ha permesso a Vincenzo Nibali di salire in cattedra e di mettere in bacheca il suo quarto GT della carriera, il suo secondo Giro d’Italia dopo quello del 2013. Il messinese era scattato dai Paesi Bassi, da Apeldoorn lo scorso 6 maggio con un ruolo scomodo, quello di uomo da battere. Era quasi obbligato a vincere, secondo tutti gli addetti ai lavori, poiché tra i cinque principali interpreti di corse a tappe era presente solamente lui, avendo preferito i vari Froome, Contador, Aru e Quintana il Tour de France. Si sarebbe dovuto scontrare con due principali avversari: il basco Mikel Landa Meana e il murciano Alejandro Valverde; il primo non è nemmeno arrivato alle ultime difficoltà, arrendendosi all’alba di questo Giro con dei problemi di salute, mentre il secondo a Torino è giunto ed è pure salito sul terzo gradino del podio ma ha dimostrato che sulle quote più alte della corsa rosa non era all’altezza dei migliori (testimonianze il tappone dolomitico di Corvara e la frazione con Colle dell’Agnello e scalata di Risoul).

 

Nizzolo, l’urlo rimane in gola. Vittoria ad Ardnt

Il milanese è stato declassato per aver scartato troppo verso sinistra chiudendo contro le transenne Modolo. Successo del tedesco a Torino

Sarebbe stata la ciliegina sulla torta di una giornata straordinaria, indimenticabile e invece si è tramutata in una nota stonata; infatti, Giacomo Nizzolo ha tagliato per primo il traguardo di Torino ma non ha potuto festeggiare la prima vittoria in carriera al Giro d’Italia perché la giuria lo ha declassato al dodicesimo posto, avendo deviato la propria traiettoria durante lo sprint. Con questa manovra ha ostacolato l’esercizio di Sacha Modolo e quindi è stato punito. La decisione è arrivata dopo una ventina di minuti al termine di un’attentissima ed oculata analisi della volata di Torino. Tuttavia, la scelta è apparsa giusta per quanto visto, anche se la delusione da parte di tutto il movimento azzurro è stata elevatissima, perché ognuno di noi sa quanto il milanese della Trek-Segafredo avrebbe meritato questo successo; infatti, il lombardo non si è mai arreso, a differenza di tanti altri velocisti in gara, ha raggiunto Torino con la maglia rossa sulle spalle e ha raccolto anche in questa edizione un numero elevatissimo di piazzamenti. Dunque l’ufficialità del declassamento non ha reso triste solamente Giacomo Nizzolo, ma un po’ tutti noi, perché sembrava essere coronato il sogno di questo sprinter dalle ottime attitudini. La vittoria, invece, è andata manco a dirlo ad un tedesco, cioè Nikias Ardnt della Giant-Alpecin, il quale aveva concluso nettamente al secondo posto.

 

Crederci sempre, arrendersi mai!

Un insegnamento giunto direttamente da Nibali in questa ultima settimana di Giro d’Italia. Rimonta completata a Sant’Anna di Vinadio

http://images2.gazzettaobjects.it/methode_image/2016/05/28/Ciclismo/Foto%20Gallery/5441612_mediagallery-article.jpgPartiamo dal fondo, partiamo da un abbraccio, nel quale risiede l’essenza del ciclismo. Si sono abbracciati in maniera intensa, emozionante, commovente il trionfatore della 99esima edizione del Giro d’Italia e i genitori di colui che ha cullato fino all’ultimo giorno di essere nella stessa posizione dell’altro. Ecco il fotogramma di quel abbraccio ha già fatto e farà anche nelle prossime ore il giro del mondo, perché simboleggia l’umanità di uno sport troppo spesso bistrattato. Sono stati protagonisti di questa scena indimenticabile e carica di pathos Vincenzo Nibali e i genitori di Esteban Chaves. Il messinese aveva appena completato la sua seconda impresa in due giorni, riuscendo definitivamente a recuperare la maglia rosa, mentre i due colombiani avevano appena appreso la notizia della sconfitta di loro figlio proprio ai danni del siciliano dell’Astana. Eppure, invece, di arrabbiarsi o di rimanere indifferenti nei confronti del vincitore, nonché beffatore di loro figlio, hanno fatto qualche passo avanti e si sono andati a complimentare con Vincenzo Nibali.

 

L’impresa è compiuta: Nibali in rosa

Sul Colle della Lombarda il messinese ha staccato uno stanchissimo Chaves. Valverde si è ripreso il podio. Tappa ad un bravissimo Taaramae

La penultima fatica del Giro d’Italia numero 99 ha fatto seguito alla girandola di emozioni della 19esima frazione, quella da Pinerolo a Risoul. Si è ripartiti da Guillestre con una classifica generale completamente stravolta, poiché Esteban Chaves ha scalzato dalla prima posizione uno sfortunato Steven Kruijswijk; tuttavia, è risalito tantissimo Vincenzo Nibali e ha perso orbita molto Alejandro Valverde. Pertanto per l’ultima decisiva tappa in montagna si è scattati con ben quattro corridori in appena un minuto e 48 secondi. Questa giornata è stata veramente molto dura, perché ha presentato una partenza in salita sul Col de Vars; poi a metà tappa è stato affrontato il Col de la Bonette. Nel finale ci sono stati il Colle della Lombarda e la salita conclusiva di Sant’Anna di Vinadio. La partenza è stata immediatamente scoppiettante, perché in tanti hanno cercato di centrare la fuga e alcuni big hanno tentato di scalare subito l’atmosfera. La prima accelerata tra i migliori della generale è stata quella di Alejandro Valverde, uno dei grandi sconfitti di Risoul.