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Milano - Sanremo


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Domenica 20 Marzo 2016 10:39

Sanremo, una località Démare

Il francese è sbocciato definitivamente nella città dei fiori grazie ad una poderosa volata. Sul podio anche Ben Swift e Jurgen Roelandts

Il boato ha accolto dopo 293 chilometri i corridori in Via Roma. L’emozione è salita, così come sono aumentati i decibel. Il vento si è alzato per la velocità incredibile dei contendenti alla vittoria. A 300 metri dall’arrivo il primo colpo di scena: devia la propria traiettoria da sinistra a destra Fernando Gaviria e cade, perdendo ogni possibilità di risultato positivo alla sua prima apparizione alla Classicissima di Primavera; il colombiano arriverà all’arrivo dopo qualche minuto, scortato e sorretto da Gianluca Brambilla, con le lacrime agli occhi per il dolore e per la delusione (la Sanremo è anche questo: un viaggio di circa 300 chilometri che ti può far sognare e poi repentinamente ti può far risvegliare). Caduto Gaviria, la volata si è trasformata, è divenuta più strana. Colui che ha lanciato lo sprint è stato il belga Jurgen Roelandts, uno che nelle corse di un giorno sa esaltarsi, ma da dietro sono rinvenuti in due, anzi soprattutto uno. In una delle vie più celebri del ciclismo è sfrecciato con la sua casacca blu e bianca il classe 1991 Arnaud Démare, un talento cristallino ancora non sbocciato completamente fino alla 107esima edizione della Milano-Sanremo. E se un fiore deve sbocciare non può che non farlo nella città dei fiori per antonomasia.

 
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